Motivazione: la guida scientifica a trovare la motivazione e restare motivati (parte 1)

La motivazione è una brutta bestia e somiglia un po’ a una selvaggia Lamborghini: estremamente potente ma anche molto difficile da gestire e tenere incollata alla strada… se non sai come farlo.

A volte è molto facile motivarsi e trovarti avvolto in una spirale positiva di eccitazione e divertimento.

Altre volte è quasi impossibile capire come stimolarti e ti ritrovi risucchiato in un vortice di depressione misto a procrastinazione e paralisi che sembra il preludio alla morte di tutti i tuoi sogni e obiettivi.

In questo articolo troverai le migliori idee e le ricerche scientifiche più utili per trovare la motivazione e mantenerla il più a lungo possibile, senza perderla alla prima difficoltà che ti si presenta.

Chiariamoci, però.

Non sarà un discorso ispirazionale super pompato o da esaltati di PNL, crescita personale o network marketing della peggior specie. Se mi conosci un po’ sai che quello non è il mio stile.

Scoprirai invece la scienza dietro alla motivazione (in primis) e poi come stare motivato a lungo termine.

Quindi, che tu stia cercando il modo migliore per motivare te stesso oppure una squadra, qui troverai tutto quello che hai bisogno di conoscere per ottenere il risultato che desideri una volta per tutte.

1. Motivazione: cos’è e come funziona

Come sempre, se vuoi migliorare qualcosa, è importante capire cosa sia esattamente e dare il giusto nome alle cose, onde evitare di lavorare su qualcosa che non è esattamente quello che intendevamo migliorare, ok?

Gli scienziati definiscono la motivazione come la “volontà generale a fare qualcosa”. È l’insieme delle forze psico-fisiche che ti portano a compiere un’azione.

Ok, carino… ma penso che posso fare ancora di meglio e trovare una definizione più “potabile” e utile, vero?

Cosa è davvero la Motivazione?

Già… precisamente di cosa stiamo parlando? L’autore Steven Pressfield ha scritto una bella collana di libri The War of Art, che ho trovato va molto vicino al cuore della motivazione.

Per dirla con le sue parole:

A un certo punto il dolore di non fare qualcosa diventa più grande del dolore di farlo.

In altre parole, a un certo punto è più facile cambiare (e mettersi in moto) piuttosto che restare al punto in cui ci si trova. Per esempio:

  • è più facile mettersi a fare esercizi e sembrare un po’ sfigato in palestra, invece che restare sdraiato sul divano distrutto da un debilitante mal di schiena.
  • è più facile sentirsi goffo e impaurito nel fare le telefonate a qualche prospect che piangere di disperazione davanti al saldo del proprio conto corrente.
  • è meno doloroso buttare via un pacchetto di sigarette e soffrire di crisi d’astinenza che leggere una diagnosi impietosa di cancro ai polmoni.

Questa, in soldoni, è l’essenza della motivazione.

Ogni scelta ha un prezzo. Sempre.

Solo che, quando siamo motivati, è più facile sopportare la sgradevolezza di un’azione a breve termine che il dolore di rimanere nella stessa situazione a lungo termine.

È come se superassi una barriera mentale – solitamente dopo settimane di procrastinazione, menzogne a te stesso, scuse inascoltabili… e spesso davanti a una scadenza improrogabile – e a quel punto senti quel “CLICK” che ti fa immediatamente capire che è più doloroso NON fare il lavoro che metterti a farlo.

Ora però arriva arriviamo al punto che interessa a tutti.

Cosa possiamo fare per abbassare quella soglia di attivazione e rendere più probabile la motivazione quotidiana in modo consistente e al lungo termine?

Alcune false credenze sulla Motivazione

Una delle scoperte più sorprendenti che si sono fatte sulla motivazione è che spesso arriva DOPO aver iniziato un nuovo comportamento e non prima.

Detto in altro modo, abbiamo questa falsa aspettativa e credenza che la motivazione arriva come il risultato di aver consumato in modo passivo, per esempio, un video ispirazionale, un cd di Antony Robbins, un filmato su Facebook o aver letto una poesia struggente.

Balle…

Può anche capitare, intendiamoci, ma l’ispirazione attiva può essere una forza motivante molto superiore e soprattutto al 100% nostra, senza dipendere da un pericoloso e volubile input esterno (che rischia di diventare una droga ancora peggiore se assunta in dosi eccessive – cosa che capita spesso nel settore della crescita personale, del marketing/vendite o della perdita di peso…).

Mi piace chiamare questo effetto come la

Fisica della Produttività

perché si tratta sostanzialmente della Prima Legge di Newton (legge di inerzia) applicata alla creazione di un’abitudine: gli oggetti in moto tendono a stare in moto.

Una volta, quindi, che un compito è iniziato è più facile continuarlo e proseguire in quella direzione.

Non hai quindi bisogno di molta motivazione (o forza di volontà) quando hai iniziato un comportamento: quasi tutto l’attrito ce l’hai all’inizio, no? Dopo che hai cominciato il progresso è più facile, avviene quasi in modo naturale.

Quindi è più facile terminare un compito nuovo, sfidante e a lungo rimandato che iniziarlo.

E questo ci porta a un passaggio chiave nella motivazione:

Fare in modo che l’inizio sia il più facile possibile

cercando di eliminare al massimo l’inerzia e l’attrito che ti impediscono di partire… insomma abbassando questa fottuta barriera di attivazione che sta tra noi e il risultato atteso.

Abbiamo un muro da abbattere per raggiungere il tesoro che si cela dietro e ci servono gli strumenti giusti per farlo rapidamente e senza farci male.

Ma ora, prima di continuare e conoscere questi attrezzi della produttività e della motivazione, fermati per un secondo.

Se stai apprezzando questo articolo, probabilmente troverai molto utili anche le altre cose che ho scritto sulla produttività personale per professionisti ed imprenditori.

Ogni settimana condivido suggerimenti per migliorare i tuoi risultati e la tua vita professionale in una NEWSLETTER gratuita.

Per iscriverti lascia i tuoi dati qui sotto e controlla immediatamente la tua email (dovrai confermare di essere davvero tu ad aver fatto la richiesta).

Non lasciarti sfuggire nessun nuovo articolo su questo tema!

Inserisci il tuo nome ed email qui sotto e iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente ogni settimana nuovi articoli su produttività, motivazione e gestione del tempo.

privacy Rispettiamo la tua privacy e non ti invieremo mai SPAM

Finora, quindi, hai visto cosa è e come funziona la motivazione.
Nella prossima parte scoprirai come motivarti e metterti in azione
.

Per essere sicuro di non perderti la prossima parte di questo articolo sulla “motivazione scientifica” e riceverlo direttamente nella tua casella email, iscriviti alla newsletter qui sopra.

P.S. Sentiti libero di condividere questo articolo con qualche amico o collega che soffre di “rimandite” o motivazione altalenante 😉

Continua… >>

4 pensieri riguardo “Motivazione: la guida scientifica a trovare la motivazione e restare motivati (parte 1)”

  1. Per chi opera nel settore vendite e vive della propria produzione questo articolo è l’equivalente di un ceffone. La verità e nient’altro
    Complimenti

    1. Grazie Giordano, non volevo che fosse una carezza perché spesso “quando ce vo, ce vo”.
      Vedrai che la prosecuzione ti lascerà ancora più sconvolto (spero in positivo) 😉

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *